I Mondiali di Calcio in Brasile

Sono stati archiviati da meno di una settimana i mondiali di calcio in Brasile, edizione 2014.

Il mondiale dei mondiali, come definito da alcune testate giornalistiche: ma è stato veramente così?

A tratti si sono viste cose interessanti, altre volte meno, ma andiamo con ordine.

L’organizzazione dei mondiali di calcio in Brasile non era partita nel migliore dei modi, con tantissime proteste del popolo brasiliano per le tantissime spese sostenute dallo Stato per organizzare questa manifestazione: risorse che, secondo i manifestanti, potevano benissimo essere utilizzate per migliorare la situazione economica di tantissime persone in difficoltà.

I mondiali di calcio sono stati infatti assegnati al Brasile quando questo era in pieno sviluppo economico: situazione che però è stata poco meno che una bolla di sapone, in quanto alla fine non ha fatto altro che arricchire chi era già ricco, ed impoverire ulteriormente chi vive ai margini del benessere della società brasiliana. Sempre più favelas, quindi.

Nonostante questa cattiva stella, tutto il resto ha funzionanto alla perfezione: organizzazione, stadi, strutture, è stato fatto un ottimo lavoro, e nulla si potrà dire al riguardo.

Certo, il clima non è stato certamente dei migliori (complici anche gli orari bestiali di alcune partite, per agevolare il popolo televisivo occidentale), si è assistito molto spesso a partite giocate o con temperature elevatissime, oppure sotto piogge tropicali tipiche di questa parte del mondo.

E’ stato inoltre il mondiale della prima volta della tecnologia nel calcio: per la prima volta un goal è stato assegnato con l’ausilio delle telecamere che hanno stabilito se la palla aveva varcato interamente la linea di porta o meno. Durante il torneo vi sono stati altri episodi dubbi ma, grazie a questa innovazione, è bastato un istante per sapere se convalidare o meno la rete.

E’ stato sicuramente il mondiale della bomboletta di schiuma in dotazione agli arbitri, strumento utilissimo per limitare il movimento dei calciatori in barriera prima dell’esecuzione di un calcio di punizione particolarmente pericoloso. Tutte le principali federazioni mondiali hanno già dichiarato che useranno questa innovazione già a partire dall’inizio dei prossimi campionati.

Arrivederci a Russia 2018!

Lucio Cappello

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