Elezioni Comunali 2017: i risultati nelle principali sedi di voto

Elezioni comunali 2017 Sky TG24

I risultati di queste elezioni comunali 2017 sanciscono un mutamento nei rapporti di forze fra i tre grandi poli della scena italiana: Partito Democratico, Forza Italia e e il Movimento 5 Stelle. Quest’ultimo in particolare risulta essere il grande sconfitto, con risultati ben lontani dagli ottimi exploit di Roma e Torino. Di seguito i risultati nei comuni più significativi, da nord a sud:

Veneto roccaforte di Centrodestra

Il Veneto si conferma di destra. A Verona sarà ballottaggio tra il candidato di centrodestra e Lega Federico Sboarina (29%) e Patrizia Bisinella (23,5%), compagna e “delfina” del sindaco uscente ex leghista Flavio Tosi. A Padova partirà avvantaggiato il sindaco uscente Massimo Bitonci (40%, centrodestra) rispetto all’avversario più vicino Sergio Giordani (29%), di centrosinistra. Poco successo per il Movimento 5 Stelle, con il 5% a Padova e il 9% a Verona.

Piemonte diviso

Ad Alessandria si prepara un vero testa a testa fra Maria Rita Rossa (centrosinistra, al 32%) e il candidato di centrodestra Gianfranco Cuttica di Revigliasco (30%), mentre a Cuneo si registra uno dei pochi casi di vittoria al primo turno: quello del candidato di centrosinistra Federico Borgna con il suo 59%.

Ad Asti uno dei risultati migliori per il Movimento 5 Stelle, ma in vista del ballottaggio la forbice sembra davvero troppo ampia: gli scrutini del primo turno riportano un 15% del candidato grillino Massimo Cerruti contro il 47% dell’esponente di centrodestra Maurizio Rasero.

Situazione incerta in Lombardia

In una delle regioni “locomotiva” d’Italia i ballottaggi saranno più che mai incerti. A Monza e Lodi partiranno in vantaggio i candidati di centrosinistra Scanagatti (39%) e Gendarini (30%), mentre a Como c’è fiducia per il candidato di centrodestra Landriscina (35%), in vantaggio sull’avversario di centrosinistra Traglio (27%).

In Liguria inversione di tendenza

Soddisfazione nell’area di centrodestra per i promettenti risultati in Liguria, finora roccaforte della sinistra. Nei ballottaggi di Genova e La Spezia partono in vantaggio i candidati di centrodestra, rispettivamente Marco Bucci (39%) e Pierluigi Peracchini (32%), sugli avversari Gianni Crivello (33%) e Paolo Manfredini (25%). Risultati migliori rispetto al Veneto per i candidati grillini, fuori dai ballottaggi ma destinati ad avere un certo peso nei consigli comunali.

A Parma avanza l’ex grillino Pizzarotti

Era considerato il “ribelle” per eccellenza in seno al Movimento 5 Stelle, ma ora a Parma Federico Pizzarotti si presenta al ballottaggio con la sua lista in posizione di vantaggio, pur con un margine ristretto: 35% contro il 33% del candidato di centrosinistra Paolo Scarpa. Solo il 3% per il M5S

In Toscana resiste il centrosinistra

Non sembra destinata a cadere, al contrario della Liguria, un’altra roccaforte della sinistra: la Toscana. Discreto margine di vantaggio a Lucca e Pistoia per i candidati del PD Alessandro Tambellini e Samuele Bertinelli, entrambi al 37%.

In Lazio si impone il centrodestra

Difficile prevedere sorprese in Lazio. A Frosinone vittoria al primo turno per il candidato di centrodestra Nicola Ottaviani (56%), mentre a Rieti l’azzurro Cicchetti parte in discreto vantaggio sull’avversario democratico Pietrangeli (47% contro 41%). Movimento 5 Stelle rispettivamente al 7% e 5%, ben lontano dai numeri della vittoria a Roma.

In Puglia spicca il caso Taranto

Grande attesa per il voto di Taranto, in virtù del controverso caso ILVA e della grave frammentazione di candidature. Al ballottaggio arriveranno comunque i due principali poli, il centrodestra con Stefania Baldassari (22%) e il centrosinistra con Rinaldo Melucci (18%). Terza l’apprezzata Lega d’Azione Meridionale con lo storico candidato Mario Cito, mentre solo quarto il Movimento 5 Stelle che paga le pesanti fratture interne.

Più in discesa la strada per il centrodestra a Lecce, dove il giornalista di Porta a Porta Giliberti arriva al ballottaggio con il 45% dei consensi contro il 29% di Carlo Maria Salvemini, centrosinistra. Anche qui male i grillini, con Valente fermo al 6%.