Come scegliere un compressore d’aria

Sempre più spesso può rendersi necessario l’acquisto di un compressore d’aria per lavori di meccanica, di manutenzione o anche per il semplice gonfiaggio delle ruote dell’auto, ma è utile anche per verniciare.

Bisogna pertanto studiare bene lo strumento che serve e quindi non commettere errori nella scelta che potrebbero poi compromettere la riuscita dei lavori interessati.

È vero che in commercio esistono svariati modelli e tipologie, infatti prediligere quello che fa al proprio caso talvolta si rivela un’impresa molto difficile per questa ragione abbiamo deciso di realizzare una guida alla scelta in modo tale che ognuno abbia le idee più chiare in merito a questo utilissimo mezzo.

Vediamo quali sono i criteri che occorre tenere in considerazione per fare un buon acquisto.

Capienza e struttura

Questi sono i due parametri che occorre in primis considerare.

Per semplificare le cose, possiamo suddividere i compressori in due tipologie:

  • con serbatoio,
  • senza serbatoio.

Per i lavori più impegnativi occorre scegliere il modello che abbia in dotazione il serbatoio, per quelli più semplici invece, andrà bene la seconda tipologia.

È chiaro che in base alla capienza dello stesso dipenderanno le prestazioni.

Diventa pertanto fondamentale avvalersi della consulenza di esperti nel settore come ati compressori in grado di supportare il cliente e dirigerlo nella giusta scelta per soddisfare appieno le sue esigenze.

Potenza

Un altro punto su cui bisogna focalizzarsi è la potenza del motore, perché in base a questo parametro dipenderanno le tempistiche di compressione dell’aria nonché la pressione che viene a crearsi all’interno del serbatoio.

Se si mettono a confronto due modelli caratterizzati dalla stessa tecnologia e dimensioni di serbatoio, ma ipotizziamo che il primo modello è dotato di una potenza maggiore, è chiaro che sarà più veloce nel comprimere l’aria e genererà una pressione maggiore rispetto l’altro modello dotato di una potenza minore.

Il compressore può disporre di un motore elettrico, a benzina o a corrente continua.

Vediamo nello specifico ogni tipologia.

Per quanto concerne la prima tipologia, il compressore verrà alimentato mediante la corrente elettrica, ma il valore massimo che riuscirà a raggiungere sarà intorno ai 2 CV (1500 W), per cui sarà ideale per lavori in casa oppure di hobbistica.

Solitamente prediligendo questo modello il prezzo sarà inferiore rispetto a quello a benzina.

I compressori a benzina invece, sono utilizzati in ambito industriale, perché hanno potenze elevate (possono raggiungere un valore attorno a 5 CV) e la pressione di conseguenza, sarà maggiore.

Questo modello non viene controllato elettronicamente bensì meccanicamente.

Il che significa che una volta immesso il carburante e avviato il motore, il compressore funzionerà automaticamente finché non verrà arrestato in maniera manuale.

Ma questo strumento non potrà essere utilizzato in ambienti chiusi per due ragioni:

  • rumorosità troppo alta,
  • scarico di gas.

Un discorso a parte invece, viene fatto per i compressori portatili che possono essere dotati di un motore a corrente continua o alternata.

È chiaro che avranno meno potenza e si rivelano più leggeri e maneggevoli.

La potenza di questi motori viene generata in volt e il valore massimo è di 12V.

Si collegano all’accendisigari della macchina e possono essere utilizzati per effettuare delle operazioni veloci come il gonfiaggio della ruota di una bicicletta o di un pallone, giusto per rendere l’idea.