Tecnologia, cucina, millenials e statistiche pietose!

millenials cucina

Il numero dei millenial che spende meno di 20 minuti al giorno per la preparazione del proprio cibo, che sia a pranzo oppure a cena, è in costante crescita. Non parliamo neanche di persone nate oltre l’anno 2000: le statistiche e gli studi affermano che anche i ragazzi del ’94 non sono in grado di cucinare o almeno lo fanno in maniera molto veloce, preferendo sempre quello che andrebbe vietato: il cibo spazzatura.

Il mondo non li aiuta

Il mondo non aiuta tutti i giovani: basti pensare che in Italia, anche per colpa della crisi economica, i ragazzi non escono di casa fino – mediamente – ai 28 anni di età. Generalmente i genitori di tali ragazzi intorno ai 30 anni erano sposati … da 7 anni!

La colpa è dovuta anche dal mondo consumista: fast food in ogni angolo, cibi spazzatura ultra economici e soprattutto facili da arrivare, fattorini pronti a tutto per portarsi – giustamente – a casa lo stipendio e quindi in ogni ora e in ogni angolo del mondo sfrecciano con pizze e kebab. Si, anche alle 4.00 di notte.

Gli aiuti tecnologici

È anche vero che i millenials vivono immersi totalmente nella tecnologia. A partire dagli smartphone fino ad arrivare ai prodotti tecnologici in cucina, i famosi “aiutanti 2.0”. Sai che i migliori robot da cucina riescono a cucinare risotti, preparare panini e fare l’impasto della pizza? Cose da pazzi, un po’ anche troppo, soprattutto se paragoniamo alle abitudini alimentari a cui ci hanno abituato i nostri nonni ed i nostri genitori.

Dove andremo a finire?

Il mondo porta i ragazzi di oggi ad acquistare un oggetto, anche particolarmente costoso, solamente perché indossato in qualche circostanza da Youtuber o persone che hanno un certo seguito mediatico. Se un nonno indossava lo stesso paio di scarpe per oltre 10 anni, un ragazzino ne possiede 10 o 15. È un mondo fin troppo consumista.

Come in ogni aspetto nella vita, anche in cucina questi ragazzi hanno tanti, tantissimi problemi. Ho assistito a scene in cui dei ragazzi cercavano su google “Come mettere a bollire la pasta”. Ma siamo pazzi?

Educazione, sana educazione. Genitori ascoltate: togliete 10 minuti lo smartphone a vostro figlio – e controllate bene che non abbia anche smartphone con le chiamate attive – e fatelo vivere. Fatevi aiutare a stendere i panni, a mettere i vestiti nella lavatrice, ad apparecchiare e per favore fate che non vada su Google a cercare come prepararsi alla preparazione della pasta. Almeno quello, può bastare!