Il coaching aziendale

coaching milanoSono in pochi a conoscere il reale significato e l’importanza rivestita dal coaching aziendale, un percorso che va a vantaggio non solo del team di dipendenti, ma soprattutto dell’azienda, la prima a ricavarne benefici che non tardano a tradursi in nuove opportunità di crescita e in quella che può essere definita una marcia in più, uno sprint derivante in primis da una maggiore efficacia comunicativa e da migliori capacità organizzative.

Cos’ è il coaching aziendale ?

Il percorso di coaching aziendale si occupa principalmente di ridefinire in maniera corretta la strategia aziendale di un’impresa oppure, laddove sia assente una qualsiasi forma di strategia organizzata (purtroppo è un caso più frequente di quanto si potrebbe pensare), si fa in modo che i vertici dirigenziali ne individuino una, quella che fa più al caso loro in base agli obiettivi di base perseguiti e ai punti di forza del team.

il ruolo del coach

Il coach che guida questo impegnativo e gratificante percorso non dà consigli, non detta regole né stabilisce piani di azione da seguire; non è un professore, né tanto meno un nuovo capo. Il coach è semplicemente una figura che infonde nuova consapevolezza delle proprie qualità e delle caratteristiche uniche che distinguono un’azienda dall’altra, determinandone l’unicità e facendo dunque la differenza.

E’ proprio a partire da queste caratteristiche che il team aziendale può ridefinire i ruoli e l’organizzazione interna, stabilendo nuove priorità e nuove modalità d’azione più consone al ruolo che si desidera avere all’interno di un mercato in costante espansione, caratterizzato da un continuo confronto con una concorrenza il più delle volte preparata e agguerrita.

Gli obiettivi del percorso

Intraprendere un percorso di coaching aziendale vuol dire essere disposti a mettersi in gioco completamente, senza paura di cambiare, senza ostinarsi a restare arroccati su posizioni e convinzioni ormai obsolete, che hanno fatto il loro tempo. Il cambiamento – che può essere più o meno radicale, ma che avviene in ogni caso –viene attuato sotto la supervisione di un coach, il cui intervento non è mai invasivo o autoritario, bensì mirato, discreto e basato sull’osservazione acuta e puntuale, che solo uno sguardo esterno e imparziale può garantire.

Il coaching non mira tanto ai risultati diretti (che comunque, sempre che il percorso venga effettuato in maniera completa e corretta, sono inevitabilmente destinati ad arrivare, facendo spesso la differenza rispetto a prima), quanto a far sì che il team acquisisca autonomamente un modus operandi tale da replicare i risultati ottenuti una volta, e impari cioè a lavorare in maniera diversa rispetto a prima. Per farlo, non occorre soltanto un metodo nuovo: occorre anche una mentalità nuova, occorrono motivazioni solide e gratificazioni personali che spingano a un’azione concreta, mirata, organizzata e destinata ad avere successo.

In questo senso, il coaching aziendale può essere paragonato a un tornado che stravolge l’azienda, stravolgendone l’assetto per instaurarne uno nuovo, funzionale al successo.

Lucio Cappello

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