Paleodieta ritorno alle origini

La paleodieta, detta anche dieta paleolitica o dieta delle caverne, si fonda sul consumo di tutto quel cibo che convenzionalmente veniva consumato dai nostri antenati, ovvero un regime alimentare basato sulla tipologia di alimentazione che caratterizzava gli uomini delle caverne vissuti 10.000 anni fa quando, gli esseri umani si alimentavano con i cibi ottenuti grazie alla caccia alla pesca e alla raccolta dei frutti.

Secondo i fautori della paleodieta, il genoma umano non è praticamente cambiato da allora, mentre l’avvento dell’agricoltura ha cambiato in maniera piuttosto drastica la dieta dell’uomo, tal volta causando i problemi di salute che oggi sono esplosi obesità, sovrappeso, diabete, intolleranze, allergie, ecc.

E’ evidente che gli ideatori di questa dieta vedono la scorretta alimentazione come la causa numero uno delle principali patologie che ogni giorno colpiscono la popolazione mondiale dei paesi maggiormente industrializzati. In accordo con il loro pensiero, tutte le sostanze dannose che sono presenti direttamente o indirettamente nei cibi come conservanti, pesticidi, antiossidanti, dolcificanti e coloranti, contribuiscano in maniera significativa all’insorgenza di cancro, ipertensione e patologie cardiocircolatorie.

Questa dieta consiglia quindi di mangiare cibi il più possibile vicini allo stato naturale carne e frattaglie meglio se di animali selvatici o allevati allo stato brado e senza l’utilizzo di granaglie, pesce, possibilmente pescato e non di allevamento, frutti di mare, crostacei, molluschi, uova, frutta e verdura di ogni tipo, scelta tra i prodotti di stagione, moderate quantità di frutta secca. L’unico olio consentito è l’olio extravergine d’oliva.

Gli studi

Alcuni studi condotti dai ricercatori dell’università della California ha portato a dei risultati molto interessanti. Lo studio consisteva nel far seguire una paleodieta per dieci giorni, a degli individui in perfetto stato di salute. Tra i dati più significativi è stata rilevato un decremento del 22% delle lipoproteine a bassa densità, più note come “colesterolo cattivo”; la trigliceridemia ha subito una diminuzione del 35%, la quantità di insulina basale è scesa del 68% e la glicemia del 5%. Questi dati evidenziano come la Dieta Paleo effettivamente porti reali e concreti benefici per il nostro organismo.

E’ chiaro che ci sono pareri discordanti riguardo questa particolare dieta, alcuni scienziati si dichiarano nettamente contrari affermando che la percentuale di proteine assunta tramite la paleodieta risulta essere troppo elevata se confrontata con i moderni regimi, in oltre la quantità di calcio è decisamente insufficiente perché la quantità di latte e dei suoi derivati è praticamente assente. Recentemente uno studio sulle mummie risalenti al periodo in questione, ha evidenziato come anche la popolazione di quel tempo soffrisse di patologie cardio-circolatorie.

Conclusioni

Indubbiamente la paleodieta si basa su alcuni principi straordinari. La parola dieta si associa spesso alla necessità di limitare l’assunzione di cibo. Considerando invece l’etimologia della parola dieta, possiamo notare che la sua derivazione è dal greco, e ha il significato di vita, stile di vita o, meglio, modo di condurre la propria vita. L’alimentazione dunque è una base fondamentale della nostra vita e in questa ottica il termine dieta assume un significato diverso, cioè quello di saper scegliere gli alimenti, le quantità, e la loro distribuzione nell’ arco della giornata. Questa scelta non può prescindere né dalle caratteristiche biologiche dell’essere umano, né dalla sua storia evolutiva. E questa conoscenza può aiutarci a vivere meglio e più a lungo.

Lucio Cappello

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