Come curare il morbillo

Una volta si diceva che l’influenza e, con essa, tutti i malanni conseguenti alle tipiche malattie da raffreddamento, si curavano con le “3 L”: lana, letto e latte.
Il morbillo, molto probabilmente, iniziava la sua cura con questo aneddoto.

I sintomi iniziali si manifestano con febbre alta, bruciore agli occhi e scolo nasale. Solo successivamente compaiono piccole macchie rossastre che ricoprono progressivamente tutto il corpo, oltre a minuscoli puntini bianchi all’interno della bocca. È una malattia infettiva molto contagiosa, che colpisce principalmente i bambini dai 3 ai 10 anni, la cui pericolosità aumenta progressivamente con la riduzione dell’età del soggetto colpito.

Ma come si cura il morbillo?

Come per molte altre patologie infettive, la cura più sicura ed efficace è la prevenzione, realizzata con vaccino, creato nel 1963 e migliorato nel corso degli anni, fino a diventare obbligatorio dall’estate del 2017. L’obbligatorietà è sorta al fine di evitare le complicazioni successive alla risoluzione dei sintomi, che potrebbero rivelarsi importanti per il 20% dei pazienti, portando strascichi che possono assumere la forma di otiti, congiuntiviti, bronchiti, polmoniti e, nei casi più gravi, encefalite.

Non esiste infatti una cura farmacologica specifica, la causa non può essere trattata, ma vengono curati i singoli sintomi della malattia con l’uso di farmaci ad uso comune (terapia sintomatica), che vanno ad alleviare i fenomeni tipici della malattia, e che devono essere associati dietro prescrizione medica:

  • antipiretici per abbassare la febbre, che può arrivare anche a 40°;
  • antistaminici per calmare il fastidioso prurito dovuto alle bollicine che si formano sulla pelle, iniziando dal viso per poi progredire su tutto il corpo;
  • sciroppo per calmare la tosse.

Il bruciore agli occhi viene alleviato con tamponi di garza imbevuta di soluzione sterile e abbassando le luci della cameretta. Gli antibiotici saranno prescritti solo per le infezioni polmonari secondarie.

Il morbillo, una volta contratto, fornisce tuttavia un’immunizzazione che può durare tutta la vita.

Oltre all’uso di farmaci che, come detto, non esistono per un uso mirato sulla cura del morbillo, sarebbe utile rispolverare i vecchi consigli della nonna, nei quali possiamo quindi ancora trovare le basi della cura del morbillo. Dove la Lana indica la necessità imprescindibile di non prendere freddo evitando sbalzi di temperatura e mantenendo una temperatura costante in casa, ottimale tra i 18° e i 20°; il Latte indica l’importanza di mantenere un’alimentazione prevalentemente liquida, idratando l’organismo con acqua non gassata, brodi, frullati e frutta fresca; il Letto corrisponde al riposo, in ambiente confortevole e poco illuminato, una convalescenza che è opportuno mantenere per un periodo di almeno due settimane dopo la scomparsa dei sintomi. Questo tempo corrisponde solitamente alla remissione della carica infettiva della patologia. In questo periodo vanno evitati sforzi fisici o esposizioni al freddo. Questo periodo è strettamente consigliato, oltre che per l’alta contagiosità del morbillo, anche per alleviare la sensazione di stanchezza che rallenta la ripresa, essendo il morbillo una malattia che porta l’organismo ad una ripresa molto lenta.

Oltre ai medicinali è pertanto estremamente utile, per una pronta guarigione, seguire una dieta sana, previlegiando cibi ricchi di vitamine, frutta e verdura, evitando alimenti grassi o troppo elaborati, condimenti e dolci.

Lucio Cappello

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