L’attesa davanti alla Macchina caffè espresso: momenti di gusto e fantasia

Il caffè, bevanda squisita, rapida ma intensa, raffinata e dura.

Quella macchina per il caffè espresso che ha riunito tante persone davanti a lei…nei tempi più disparati. Una macchina del caffè espresso che sapeva far allietare con il suo gusto tanti momenti di tantissime persone diverse. Il punto di ritrovo di grandi e piccini, di nonni e nullafacenti…sempre al bar e sempre davanti a quella macchina del caffè espresso che con i suoi profumi faceva cogliere mille occasioni!

Perché sta li davanti quella gioia di un minuto di distacco dalla routine…

Perché è davanti a quella macchina da caffè espresso, in attesa della bianca ma unica tazzina che si viaggia con la fantasia.

Cosa può fare quell’attesa? Può fare parlare le persone

L’attesa davanti alla macchina del caffè espresso riunisce la gente più lontana e costruisce i pensieri profondi con speranze e possibilità.

La vita che scorre davanti a quella macchina del caffè espresso rende le stesse persone sempre diverse, fa nascere idee, crea concetti e ideologie…tiri fuori i tuoi perché e proponi i tuoi farò! Perché non paragonare quella macchina del caffè espresso ad una musa ispiratrice? Rende tutti amici, fa parlare il popolo italiano che è un popolo di esperti sognatori e fantastici cantastorie.

E poi ci troveremo come le star ad attendere davanti ad una macchina da caffè espresso al Roxy Bar!

Sempre nello stesso posto, sognare e vivere, correre e dedicarsi un attimo, aspettare davanti alla macchina del caffè espresso di incontrare la persona che faccia sognare, che ti faccia ridere o sorridere, che sia in grado di rendere il resto della giornata meno pesante! E alla fine la favola è sempre la stessa per tutti…ciascuno di noi davanti alla macchina del caffè espresso in attesa di assaporare quella gustosa bevanda scura tra crema, aroma, corposità e intenso gusto! Vasco Rossi ha scritto un pezzo di storia, ma siamo poi così sicuri che il whiskey sia meglio del caffè? Ai posteri l’ardua sentenza…

Lucio Cappello

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