Centrotest: controlli radiografici per i difetti nei materiali

Il controllo radiografico di Centrotest è una tecnica che consente di individuare i difetti interni ai materiali. Si tratta della stessa metodologia usata nel settore medico e si applica facendo passare un fascio di onde radioattive sull’oggetto da prendere in esame.

Il fascio di onde viene assorbito in modo differente a seconda dello spessore e della densità della materia esaminata. Il funzionamento è molto semplice: viene collocata una lastra fotografica dietro all’oggetto in questione e a seguito dello sviluppo, la lastra fotografica potrà assumere diverse tonalità di grigio a seconda della dose di radiazioni a cui è stato sottoposto. In questo modo si potranno evidenziare tutta una serie di difetti, tra cui la cavità, le fessure e la diversa densità del materiale.

I prodotti che possono essere posti sotto controllo mediante questa tecnica al fine di individuare eventuali difetti interni ai materiali sono saldature, laminati, forgiati, trafilati, fusioni, getti e lavorati di macchina.

I vantaggi e gli svantaggi del controllo radiografico

I controlli radiografici di Centrotest consente, attraverso un metodo utilizzato anche nel campo della medicina, di poter individuare tutta una serie di eventuali difetti interni ai materiali. Si tratta di una tecnica estremamente affidabile ed unica nel suo genere in quanto permette di evidenziare anche i difetti interni ai materiali. Inoltre, la tecnica del controllo radiografico si distingue da tutte le altre metodologie di controllo per la capacità di essere documentata nel tempo.

Il controllo radiografico rappresenta, senza dubbio, una valida misura di controllo e presenta il vantaggio di poter esaminare una serie di prodotti, come saldature, laminati, trafilati e lavorati di macchina. Tuttavia, questa tipologia di tecnica non può essere utilizzata su materiali opachi alle radiazioni e su materiali che presentano forme particolarmente complesse. Un altro svantaggio di questa tipologia di controllo è dato dallo spessore del materiale da prendere in esame. Infatti, anche i raggi X più potenti non riescono ad oltrepassare spessori d’acciaio superiori a 80mm. Inoltre, vanno sottolineate le problematiche inevitabili che derivano dalla sicurezza radioprotezionistica.

Lucio Cappello

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